27 GENNAIO, GIORNATA DELLA MEMORIA: “AI GIOVANI, PARLIAMONE COSI’”

Gli occhi si alzano per un momento. Sono incuriositi, gli studenti, di quel quasi coetaneo sul versante opposto della barricata. Parecchi hanno fatto un lavoro serio nei mesi precedenti, aiutati da insegnanti bravi e motivati. E questo fa ben sperare. Ma si sa che le assemblee sono anche un’ ottima occasione per non studiare – e io me lo ricordo ancora molto bene! -, e certamente la curiosità non durerà a lungo. Parlare nelle scuole è stimolante e frustrante; ma farlo sulla Shoah, per me, è anche e soprattutto una sfida: far capire, più di 60 anni dopo, che quella tragedia dobbiamo considerarla “nostra” oltre che terribile. Parla un ex-deportato. É divenuto, negli anni, un vero e proprio specialista della testimonianza nelle scuole: ha affinato la tecnica, ripulito i passaggi, trovato uno stile della memoria. È perfetto. I ragazzi lo seguono, commossi; a tratti l’aria, tra le pareti un po’ scrostate dell’aula magna, sembra fermarsi, come condensata. Ce l’ha fatta, ora tocca a me. E io non avrò mai la sua carica, la forza vivida dei suoi ricordi; ma non voglio disperdere il credito di attenzione che sto ereditando. I teenagers sono interessati. Ma da me si aspettano altro: attualizzare la Shoah, non monumentalizzarla. Non si tratta di metterne in discussione l’unicità nella storia. Occorre declinarla: in battaglie politiche, civili e sociali di cui la nostra generazione ha bisogno. Questa è, adesso, la nostra sfida.

                                                

    

Tobia Zevi

Italian Jew, Jewish Italian. PhD in Linguistics. Adviser to the Italian FM, Association of Jewish culture Hans Jonas' Chairman - Rome.