CARTE DI FAMIGLIA

Da “Left”, 13-19 ottobre 2006
di Tobia Zevi

A chi non è capitato di cercare su Google il proprio nome con un misto di curiosità e trepidazione? E quante volte in questo modo abbiamo trovato siti strani che ci hanno fatto sorridere? Proprio ciò che accade una sera a Roberto Modiano di Napoli: “…Studio Modiano, Commissariato d’avaria, Marine surveyor, Genova…” Genova? Così si rende conto che un suo omonimo esercita la medesima professione (non comunissima!), nel porto di Genova anziché in quello di Napoli. E la presa di contatto via email parte quasi automaticamente.
Forse è alla stessa maniera, per strane coincidenze e per la strepitosa facilità di internet, che è iniziata un’avventura che collega persone e continenti, inventata da Mario Modiano, corrispondente per quarant’anni del Times da Atene. Nato a Salonicco da una famiglia ebraica dal cognome illustre, una volta andato in pensione si è messo ad indagare la storia dei propri antenati: «Io e mia moglie credevamo di aver lavorato abbastanza, e grazie a questa mia passione abbiamo cominciato a viaggiare in lungo e in largo; per prima cosa scrissi una lettera a tutti i Modiano che riuscivo a rintracciare con gli elenchi telefonici e qualche lista di cui disponevo, chiedendo loro notizie su avi e parenti. Pensavo si trattasse di un lavoro breve e che avrei raggiunto un centinaio di nomi circa». Invece il risultato è sorprendente: alla missiva rispondono circa uno su quattro, ma quelli che lo fanno integrano i dati con i loro alberi genealogici e le loro storie familiari. In breve il tutto sfugge decisamente di mano: potenziato il flusso di informazioni grazie alla rete, nel 2000 il giornalista pubblica la prima edizione di “The Modianos”, storia della sua famiglia con alberi genealogici che comprendono 1700 nomi. «Oggi siamo alla sesta edizione, e abbiamo toccato quota 3200 nomi. Dopo la prima edizione, per ragioni economiche e logistiche abbiamo deciso di creare un sito internet (www.themodianos.gr) che potesse essere continuamente aggiornato e ospitare le aggiunte provenienti dai parenti nei vari paesi». E anche questa idea apparentemente banale rivela degli esiti stupefacenti: nei prossimi mesi il vecchio corrispondente è stato invitato a presentare una relazione a New York, alla Conferenza internazionale di genealogia, proprio sulle straordinarie potenzialità di internet in questo tipo di ricerca.
E scavando tra gli archivi, muovendosi con sapienza tra le varie testimonianze, si ricompone con migliaia di tessere un unico puzzle, quello dei Modiano. Proveniente da Salonicco, città che prima della Guerra ospitava una delle più numerose e ricche comunità ebraiche di tutta l’Europa, la famiglia apparteneva alla classe alta, quella dei grandi mercanti e uomini d’affari attivi nel porto assai prospero della città. Gli ebrei di Salonicco erano in gran parte originari della Spagna, trasferitisi nell’Impero ottomano dopo la cacciata del 1492, e accolti da uno stato relativamente tollerante e intenzionato a sfruttare i vantaggi della presenza commerciale ebraica; essi parlavano il ladino, o giudeo-spagnolo, un dialetto spagnolo infarcito di influssi mediterranei molto diversi. I Modiano invece, prima di raggiungere la Grecia, avevano fatto tappa in Italia: certamente a Livorno, dove tutt’ora esistono alcune persone con questo cognome, ma probabilmente prima ancora a Modigliana, piccolo paese nella provincia di Forlì, a cui questa famiglia deve il nome (poi evolutosi in Modiano per trafile linguistiche).
Ma è nel 2004 che i primi ad aver creduto in questo progetto si fanno venire un’ altra idea geniale. Decidono di provare a riunire questi “cugini” che non si sono mai conosciuti, che parlano lingue diverse e che vengono da tutti i continenti. Il primo esperimento è una crociera ai Caraibi per 15 persone, tanto per vedere se il progetto può funzionare. È l’anno seguente che scommettono su un raduno più numeroso, e, colti anch’essi un po’ di sorpresa, vedono piombare in Toscana 200 Modiano da mezzo mondo, che per 4 giorni scorrazzano per il centro Italia sulla via delle loro origini, tra Livorno e Modigliana. Qualche settimana fa il terzo incontro, a cui abbiamo partecipato, organizzato a Napoli più velocemente e con una sessantina di persone; programma dei 4 giorni, standard: visita della città, Capri e Costiera amalfitana. E naturalmente, tanti tanti Modiano.
E seppure a questo meeting non c’erano i discendenti del parente triestino noto per le sue celebri carte da gioco – nel libro è scritto che i suoi discendenti si sono uniti a famiglie nobiliari italiane -; e seppure alla tre giorni non era presente Pietro Modiano, direttore generale di San Paolo IMI, alle prese con altre fusioni e ben altri meeting, storie incredibili non sono davvero mancate: Dolly, rigorosamente in francese, ci racconta soddisfatta la sua odissea a lieto fine: «Sono nata a Salonicco e mi sono salvata dai nazisti grazie alla cittadinanza italiana, che mi ha consentito di espatriare prima del loro arrivo. Ma per approdare a Parigi, dove nel 1950 ho conosciuto mio marito, mi sono recata durante fuga ad Atene, in Turchia, in Siria, in Libano, al Cairo e infine nuovamente ad Atene, prima di giungere finalmente nella capitale francese».
Mentre Guido – ovviamente Modiano – biologo romano, ci spiega invece l’esperimento che vuole condurre per scoprire se la parentela presunta sia anche reale: «Grazie al cromosoma Y si può tranquillamente ricostruire se i maschi di un gruppo provengono effettivamente dallo stesso ceppo oppure no. I Coen (gli antichi sacerdoti della religione ebraica, che ancora portano questo nome), ad esempio, non mostrano alcun cromosoma sbagliato da 4000 anni, ovvero da 200 generazioni». E per il prossimo appuntamento, già studia un modo per prelevare un po’ di sangue ai malcapitati omonimi disposti ad essere analizzati.
Ma la vicenda che forse colpisce di più è quella del “Modiano musulmano”, come ormai viene qui affettuosamente chiamato: «Da giovane studiavo al college di Chicago insieme a molti ebrei, che continuamente mi ripetevano che sembravo uno di loro. Io consideravo questa affermazione bizzarra, dal momento che ero certo di essere turco e musulmano; mi stupivo solo del fatto che mia nonna, quando ero piccolo, mi chiedesse continuamente notizie dell’unico bambino ebreo che era nella mia classe elementare». E così cominciò il viaggio verso le radici di questo giovane produttore cinematografico turco-americano, che una volta arrivato in Turchia scoprì che i suoi avi, ebrei di Salonicco emigrati ad Ezine durante le guerre balcaniche, si erano convertiti all’Islam in seguito ai pogrom degli anni Venti, celando in seguito la loro vera identità. Pare che quando sua nonna ha avuto in mano il libro di Mario Modiano,  si è subito abbandonata a molti ricordi: «Ma allora sapevi di essere ebrea! Perché non me lo hai detto?». «Si, lo sapevo, ma era un segreto…».

                                                TOBIA ZEVI

Tobia Zevi

Italian Jew, Jewish Italian. PhD in Linguistics. Adviser to the Italian FM, Association of Jewish culture Hans Jonas' Chairman - Rome.