IL TIRANNO OSCURA IL SUMMIT

Da “l’Unità” 21 aprile 2009

IL TIRANNO OSCURA IL SUMMIT

di Tobia Zevi

 

Peccato che di razzismo, alla Conferenza di Ginevra, alla fine non si parlerà affatto. Ce ne sarebbe bisogno, dal momento che disuguaglianze e intolleranze nel mondo crescono continuamente. Eppure la nostra attenzione è interamente catturata, mentre si aprono i lavori, dalle sentenze minacciose di Ahmadinejad, terribili e ridicole al tempo stesso. Il tiranno che ha appena incriminato di spionaggio una giornalista, senza contare tutti gli oppositori, veri o presunti, gettati in galera, torturati, ammazzati. Proprio lui rimbalza sulle agenzie giornalistiche di tutto il mondo, nel giorno in cui ci si dovrebbe interrogare sui progressi (eventuali) fatti nella lotta al razzismo e alla xenofobia, e nel rispetto dei Diritti umani. Se i media avranno spazio residuo per parlare di quanto accade a Ginevra, si interrogheranno sull’opportunità di questo summit, o più probabilmente sulla scelta di partecipare operata dalla UE, dall’Inghilterra, dalla Francia, da Benedetto XVI. Per il razzismo globale non rimarrà neanche un trafiletto: non una parola sulle nuove forme di schiavitù, sulla tratta degli esseri umani, su società in cui censo e colore della pelle orientano l’appartenenza ad una casta, sulla discriminazione delle donne, sull’infanzia negata. Niente.

Le Nazioni Unite hanno tutto l’interesse, giustificato, a rendere la partecipazione ai vertici la più ampia possibile. Per questo rincorrono il compromesso fino all’ultimo, nella speranza di tenere dentro tutti. Ma senza una riforma strutturale non possiamo attenderci nulla di buono. Non è semplice, perché i principi e i diritti democratici non sono in maggioranza tra gli stati membri dell’ONU. Se però non riusciamo ad evitare il danno, almeno proviamo a liberarci della beffa. A che serve una Conferenza come questa, se non ad aprire la campagna elettorale del presidente iraniano?

 

Tobia Zevi

Italian Jew, Jewish Italian. PhD in Linguistics. Adviser to the Italian FM, Association of Jewish culture Hans Jonas' Chairman - Rome.