A ROMA CI VUOLE IL PORTA A PORTA DELLE PRIMARIE

Da "Europa" 18 ottobre 2013
A ROMA CI VUOLE IL PORTA A PORTA DELLE PRIMARIE
di Tobia Zevi 
 
Nei giorni scorsi ho letto su Europa un importante articolo di Roberto Morassut a proposito del congresso del Partito democratico di Roma. Intervento che, per l’ampiezza dei temi toccati e la rilevanza dei problemi posti, merita una riflessione apposita.
Organizzazione interna del partito, funzione che la politica deve svolgere all’interno della società e ruolo dell’area metropolitana romana nel quadro nazionale: sono questi i tre temi essenziali approfonditi nel testo.
Sul primo punto Morassut – senza retorica – pone dei quesiti sui quali è impossibile non concordare. Lotta tra le correnti, accaparramento di posti, riduzione della dinamica democratica del consenso a puro conteggio delle tessere. Senza cadere in facili moralismi, è sotto gli occhi di tutti che il partito abbia perso linfa vitale e si sia ridotto, in molti casi, a pura gestione del potere. Le stesse correnti non sono luoghi, pur ristretti, di elaborazione e discussione, ma canne d’organo con tanto di nome e cognome.
Ciò ha prodotto, da un lato, uno scollamento tra i militanti e i dirigenti. Dall’altro, una sfiducia generalizzata dei cittadini nei confronti della stessa mediazione politica. Abbandonare le vecchie abitudini? Cambiare passo? Rinunciare al “poltronificio” amministrativo? Morassut chiede un rinnovamento radicale, netto, esplicito. Un rinnovamento che non sia semplicemente di facciata, da “anima bella”, che finga di dimenticare la concretezza dell’agire politico.
 A queste domande, mi sento in assoluta trasparenza di rispondere con un “sì” privo di tentennamenti. È questa la linea che ha ispirato la mia candidatura e che anima l’intera proposta politica di Matteo Renzi, la cui sfida nazionale si gioca proprio sulla possibilità che l’Italia sia finalmente capace di “cambiare verso”.
Il ruolo del partito nella società è un altro tema che il Pd deve affrontare con urgenza. Correnti, capi bastone, notabili, leaderismo a ogni livello: sono difetti che non possono essere minimizzati. Riconoscere il problema è il primo passo per il cambiamento. Avere gruppi aperti, ricchi di entusiasmo e voglia di partecipazione, riconoscere il merito delle persone, riuscire a ragionare per il bene della collettività e non secondo gli “ismi” personalistici del momento. Noi iscritti non dobbiamo aver paura di confrontarci con chi sta fuori dalla porta, perché la logica delle primarie fa ormai parte della nostra identità condivisa.
Le primarie, pur tra le tante contraddizioni, sono il momento fondativo del Partito democratico e ne costituiscono ancora il rituale decisivo. I congressi di oggi non devono ignorare ciò che accadrà l’otto dicembre prossimo. Questa esigenza di apertura e rinnovamento delineata da Morassut è anche la mia. Lo spirito della mia candidatura si nutre proprio della convinzione (sì, convinzione, non semplice speranza) che le persone rendono vivo il partito, che le persone migliori rendono il partito migliore. È nella partecipazione che si riscopre la forza sana della società italiana e la possibilità del superamento della crisi che l’Italia attraversa.
Nell’analisi di Morassut non manca infine un riferimento essenziale alla politica “pesante”, quella che completa la parte “programmatica”. È al sistema produttivo, alla tenuta del ceto medio, alla necessità di ricostruire uno sviluppo che riconsegni Roma al suo ruolo di capitale del paese che occorre guardare. Accolgo l’invito assai concreto a coniugare la politica “pensata”, quella dei programmi, a quella “pesante”, degli atti realizzativi. E auspico che possa istaurarsi con lui un dialogo proficuo e che si percorra un tratto di strada insieme per trasformare in fatti concreti il maggior numero di idee innovative. L’obiettivo che abbiamo davanti è ambizioso: sostenere, anche in maniera dialettica, l’amministrazione del sindaco Ignazio Marino, e consentire a lui e a tutti noi di forgiare – dopo Luigi Petroselli e dopo gli anni del “Modello Roma” – la terza stagione del riformismo romano.

(Tobia Zevi è candidato alla segreteria del pd di Roma)

Tobia Zevi

Italian Jew, Jewish Italian. PhD in Linguistics. Adviser to the Italian FM, Association of Jewish culture Hans Jonas' Chairman - Rome.