A proposito di razzismo

Da Moked.it – 10 ottobre 2017

Gli italiani sono razzisti? Noi, siamo razzisti? L’interrogativo, provocatorio finché si vuole, mi si è posto due volte in dieci giorni. Nella prima circostanza leggevo il bel libro di Luigi Manconi e Federica Resta “Non sono razzista, ma” (Feltrinelli): all’inizio gli autori evidenziano giustamente quanto, descritta in questi termini, la domanda rischi di essere fuorviante e persino sciocca. È ovvio che la maggioranza degli italiani non sia razzista, ma è plausibile ritenere che il numero dei razzisti sia in aumento e che soprattutto la quantità di atti e comportamenti razzisti sia in crescita esponenziale.
Nella seconda occasione assistevo a un dibattito sull’immigrazione a Roma. A un certo punto il moderatore, esponente di una sinistra che si vuole molto radicale, ha cominciato a sostenere che i non razzisti siano in Italia una minoranza. Dalla platea si è levato prima un brusio e poi una voce: come puoi credere che siamo una minoranza di illuminati? Non è forse tollerante il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella? E non lo è forse papa Francesco? Insomma, non sono proprio le classi dirigenti a essere in larga misura favorevoli a un ragionamento razionale sull’immigrazione, rivelandosi semmai poco in grado di farsi comprendere da ampie fasce di popolazione?
In ogni caso – direbbe Sigmund Freud – il fatto che stiamo qui a interrogarci su questo dubbio è comunque indizio di una temperie culturale.
Mi sembra utile riprendere una distinzione svolta nel volume di Resta e Manconi, quella tra xenofobia e razzismo. Esiste una preoccupazione, una paura del diverso, che oltre a far parte dell’animo umano è certamente diffusissima nell’Italia di oggi. Si lega al fenomeno migratorio come anche alla precarizzazione delle esistenze e alle crisi economiche e del lavoro. Si chiama, appunto, “xenofobia”. Tra questo sentimento e il razzismo vero e proprio esiste uno spazio ampio e riconoscibile. Non è fatale che dalla xenofobia si scivoli nel razzismo ma non è affatto da escludere che quello spazio sia percorso. La politica può e deve operare in questo segmento, impedendo che la situazione peggiori ulteriormente. Lo saprà fare?
A proposito di razzismo, o come lo vogliamo intendere. Due giorni fa è morto a Bolzano Adan, un ragazzino curdo di tredici anni. Disabile. Si era rotto le gambe cadendo dalla sedia a rotelle mentre il padre lo spingeva verso la mensa della Caritas. Ma non poteva godere dei servizi sociali in seguito alla cosiddetta “Circolare Critelli”, un regolamento provinciale che vieta la presa in carico da parte dell’Amministrazione agli stranieri che non siano inviati dal Ministero. A Bolzano, Alto Adige. Il padre, che lo ha condotto in spalla dall’Iraq, chiede a questo punto un tetto per gli altri tre figli e una tomba per Adan. Così vanno le cose nell’Italia di oggi.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas Twitter @tobiazevi

Tobia Zevi

Italian Jew, Jewish Italian. PhD in Linguistics. Adviser to the Italian FM, Association of Jewish culture Hans Jonas' Chairman - Rome.