Menu Content/Inhalt
Home arrow Blog
Advertisement

Video

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter!






Blog


Università - 2 novembre PDF Stampa E-mail

In questi giorni si è molto parlato, giustamente, del movimento di protesta contro le leggi promulgate dal Governo ed in particolare dalla Gelmini. Nel calderone è finita spesso anche l'università, sebbene in effetti le grandi modiche all'assetto degli atenei non siano state fatte oggi dalla Gelmini, ma in gran parte dal precedente governo Berlusconi. Ora mi pare che, anche a causa di questa particolarità, il dibattito sul tema delle università sia stato tremendamente superficiale e poco informato. Davvero non credo che serva moltissimo a capire qual è la situazione, basta essere stato uno studente non troppo tempo fa, o oggi, e bazzicare di tanto in tanto le facoltà per qualche ragione. Tutti sappiamo che ci sono sprechi, e ci divertiamo a leggere i più sapidi che vengono scovati da rubrichisti dei quotidiani. Ma ognuno di noi può facilmente rendersi conto di quali siano anche le ristrettezze: non solo sui concorsi, sugli organici dei dipartimenti e sulle grandi cose, ma anche su banalità che però sono importanti nella vita di tutti i giorni: pc insufficienti, professori che dividono lo studio in 6, aule sovraffollate e troppo piccole. Quindi anche il tema degli sprechi - questo è il punto fondamentale - non può essere affrontato serenamente nel contesto di politiche di tagli e che mostrano scarsa considerazione (al di là delle belle parole) per il mondo dell'università.

Leggi tutto...
 
Il sangue dei vinti - 30 ottobre PDF Stampa E-mail

Ieri la presentazione a Roma del film ''Il sangue dei vinti'' tratto da un suo libro

Moles (FI): ''Il suo lavoro coraggioso è teso a fornire elementi per una necessaria pacificazione''. Zevi (Pd): ''La lettura di Pansa funziona perché ci sono zone d'ombra e verità da scoprire, ma le semplificazioni non sono accettabili''. Rao (Udc): ''Oggi gli italiani hanno riscoperto il concetto di 'patria'''
Roma, 27 ott. (Ign) - Tanti libri e ora anche un film, presentato ieri al Festival di Roma, tratto dal suo ''Il sangue dei vinti'' del 2003. Quello intorno a Giampaolo Pansa è ormai un caso letterario e non solo, per uno scrittore che con la sua ultima fatica, 'La Grande Bugia', porta a maturazione la sua rilettura del biennio '43-'45. Una rilettura di grande successo, almeno stando ai numeri delle vendite, definita da alcuni revisionista, da altri coraggiosa.  ''Il successo di Pansa, oltre che letterario è anche storico'', spiega a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos, Giuseppe Moles, giovane neoeletto di Forza Italia. Per l'ex portavoce del ministro Martino ''ben venga il contributo di questo grande giornalista, il cui lavoro coraggioso non può essere tacciato di revisionismo''. Anzi, aggiunge Moles ''i testi dello scrittore presentano materiali documentari che aggiungono elementi di conoscenza alla realtà di quel periodo, aprendo la strada a conclusioni che facilitano una possibile pacificazione, non ancora raggiunta nel nostro Paese''. ''Bisogna riconoscere che c'erano persone perbene da entrambe le parti, come ha detto anche Miriam Mafai'', conclude il deputato del partito di Berlusconi.
Per Roberto Rao, dell'Udc ''il successo dei libri di Pansa sul '43-'45 è innegabile, credo trovi le radici sul fatto che la 'memoria condivisa' di quel periodo in realtà nel nostro paese ancora non è ancora tale. In molte zone d'Italia ancora oggi, parenti, figli, nipoti che hanno visto familiari uccisi vivono quel periodo come una vera e propria 'guerra civile'. ''Senza scomodare Galli della Loggia -aggiunge l'esponente centrista- e la questione dell'8 settembre come morte della patria, per oltre 50 anni quel periodo storico 43-45 è stato un vero e proprio tabù, nel quale vi era una sola verità legittima. Oggi gli italiani hanno invece riscoperto il concetto di 'patria', per il quale tanto si è speso il Presidente Ciampi, e sentono quasi il bisogno di riscoprire una memoria condivisa, andando oltre la "versione ufficiale". Per questo il punto di vista originale di Pansa, che non cade nel revisionismo, desta così tanto interesse. E' indubbio che la parte giusta fosse quella della resistenza e della lotta di liberazione per la libertà, ma è evidente che oggi a distanza di molti anni è possibile indagare oltre il principio del bene e del male e cogliere i sentimenti e le paure di tanti italiani che fecero scelte diverse''.  Il successo dei libri di Pansa ''è legato al fatto che, specialmente per i giovani, quel periodo presenta delle zone d'ombra importanti''. ''Ma che poi si provi a ribaltare la Storia di questo Paese, basandosi sul racconto dei vinti è però un altro discorso...''. Sottolinea Tobia Zevi, membro del coordinamento nazionale dei Giovani del PD. Per il 25enne esponente del partito guidato da Veltroni ''la serietà e la complessità delle letture storiche fatte anche da un Renzo De Felice non sono di moda, perché forniscono un'analisi difficile, che non si presta a stravolgere un quadro di realtà in cui indubbiamente - e qui sta il successo di Pansa- ci sono delle zone d'ombra e parti di verità mai emerse''.  

 
Roberto Saviano - 22 ottobre PDF Stampa E-mail

A qualche giorno dallo scoppio dell'affaire Saviano, mi sembra giusto tornarci anche sul blog. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: ritengo che sia importante esprimere solidarietà incondizionata allo scrittore, perché se se ne andasse sarebbe davvero un pessimo segnale per tutta l'Italia. Ci sono però un altro paio di cose che vorrei dire: se pensiamo oggi al nostro paese, credo che in effetti proprio il tema della legalità - ce ne sono molti altri, ovviamente! - dovrebbe essere al centro dei nostri pensieri. Come possiamo pensare di essere in Europa, di restare agganciati alle grandi potenze del mondo (che peraltro avranno un aspetto molto diverso da quelle conosciute nella seconda metà del Novecento), di creare un futuro migliore se non siamo neanche in grado di contrastare, in decenni, una piaga come quella della criminalità organizzata nel sud d'Italia? Che poi non è neanche solo il sud, ormai, visto che ieri hanno chiuso un ristorante a piazza di Spagna perché controllato dalla mafia... La seconda considerazione è sulla natura delle critiche che molti, anche e soprattutto tra i suoi concittadini, hanno mosso a Saviano. Le ha descritte lui perfettamente: ha fatto i soldi, ha sfruttato questa storia per fare il suo libro, è un venduto. Bene, l'accusa sul denaro, come afferma lui stesso, è quella più viscida: perché immette un pregiudizio ed insinua un dubbio al quale, un po', ognuno di noi vorrebbe credere. Per non sentirsi da meno, perché spesso siamo incapaci di avere fiducia. Ed allora eccoci a sminuire, a dire che in realtà "Gomorra" è stato tutto cambiato dall'editor... Succede quasi sempre, lo fanno quasi tutti, e praticamente in tutte le situazioni. Ma, diciamolo francamente: dire questo non rende peggiore Saviano, rende peggiori noi!

 
Giovani Democratici - 7 ottobre PDF Stampa E-mail

Dopo mesi di interminabili discussioni e di estenuanti trattative sui regolamenti e nomi, sembra che finalmente ci siamo. Sebbene questo senso di spossatezza non riguardi tutti, ma solo chi ha direttamente partecipato alla gestazione del processo, rimane il fatto che le primarie del 17 e 18 ottobre prossimo - cioè tra meno di 10 giorni! - non arrivano con i migliori auspici. Sui mezzi di comunicazione se ne è parlato solo per le polemiche innescate da alcuni candidati o in virtù di presunte spartizioni del movimento giovanile tra le correnti del partito senior; e tutto ciò è avvenuto nella sostanziale indifferenza della stragrande maggioranza dei giovani italiani. Ci rimangono pochi giorni, e però forse qualcosa di buono lo si può ancora fare. Il percorso che nasce con queste primarie è ovviamente solo ai primi passi, ma dalla qualità di questi dipenderà probabilmente buona parte del successo o dell'insuccesso futuro. E dunque, cosa possiamo fare? Innanzi tutto occorre far conoscere questo evento al numero più ampio di persone possibile, anche banalmente attraverso le piattaforme www.partitodemocratico.it e www.giovanidemocratici.org, convincendo la gente a partecipare con il voto ed ed anche candidandosi; in secondo luogo dobbiamo cercare di parlare di politica, e non di altro: quali sono le priorità che un giovane di centro-sinistra ha oggi nel guardare alla società in cui vivrà nel futuro? Ce le abbiamo queste parole d'ordine? Io penso di sì: diritti della persona, tutela dell'ambiente, qualità dello studio e della formazione, garanzie per chi lavora seppur nel rispetto della flessibilità...; ed infine dobbiamo dimostrare attraverso la qualità delle nostre idee e proposte, di essere un interlocutore reale. Per ragazze e ragazzi che magari non si interessano alla politica, ma anche per il nostro partito: un interlocutore che sappia dire dei sì, ma anche dei no quando necessario, garantendosi l'autonomia con la qualità delle proprie proposte e con la serietà del proprio lavoro. E' una battaglia difficile ed importante, ma io penso che ce la possiamo fare. Purché si cominci ad andare - tutti! - in questa direzione a partire da oggi!

 
Staffetta della memoria - 15 settembre PDF Stampa E-mail

da "l'Unità" 10 settembre 2008 - di Umberto De Giovannangeli

Sul braccio porta il marchio indelebile di una ferita che non si rimargina: A-5506. A imprimerglielo furono le SS ad Auschwitz. Piero Terracina, 80 anni, è un testimone di quella tragedia; un testimone, lucido, appassionato, giovane nello spirito, che non accetta che l’oblio della memoria rimuova una Storia che va ricordata perché non si ripeta. Tobia Zevi, ha 24 anni. È un giovane impegnato ma è anche parte di una generazione che si vorrebbe priva di memoria. Ed è proprio il diritto-dovere alla memoria, e il passaggio tra le generazioni, il filo conduttore del nostro incontro. Un viaggio tra passato e presente, tra un dolore che si rinnova e una necessità, spesso inevasa, di conoscere. Di capire, da parte dei giovani d’oggi, cosa c’è dietro quel «A-5506» che Piero Terracina porta con sé, porta su di sé. Voglia di capire. Nella consapevolezza che «senza memoria non c’è futuro». Un futuro di cui i ragazzi come Tobia vogliono essere protagonisti. Con l’aiuto di coraggiosi, instancabili, testimoni come Piero Terracina. 
Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 11 12 13 14 15 16 Pross. > Fine >>

Risultati 100 - 108 di 144