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Studenti lavoratori - 16 marzo |
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Sabato scorso mi ha colpito una notizia della cronaca locale di Torino. Una ricerca commissionata dalla Provincia dimostra che negli ultimi dieci anni (dopo la Riforma dell'università) il numero dei laureati si è sensibilmente alzato, sebbene resti comunque distante dalle percentuali dei paesi europei più avanzati. Il dato però che mi ha sorpreso - e positivamente! - di più era un altro: negli ultimi anni, per quel che riguarda quel territorio, è anche cresciuta notevolmente la porzione di studenti universitari che lavora durante il periodo di studi, e che in molti casi trova un'occupazione non per arrotondare e basta, ma proprio per pagarsi gli studi, con tutto il corollario di spese annesse (libri, affitto, vitto ecc.). Questa piccola notizia, limitata geograficamente, mi pare con tenga due indicazioni significative: la crisi economica e l'organizzazione della società rende sempre più complesso, per una famiglia, far studiare i figli, soprattutto dal momento che questi rischiano di rimanere a carico fino a 35/36 anni. Un tempo talmente prolungato che impedisce spesso un investimento come quello dell'università, non più considerata in grado di garantire un compenso professionale successivo all'investimento. D'altro canto però l'incrocio dei due dati ci descrive anche una generazione più in gamba di quella che ci viene spesso raccontata dai media: giovani che si rimboccano le maniche, che a modo loro "aiutano" la famiglia (quantomeno non facendola spendere), che in ogni caso non sono disposti a rinunciare alla loro formazione. Forse è una goccia nel mare in tempi di crisi economica, ma è pur sempre meglio di niente...
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da "La Stampa" 15 marzo 2009 - di Barbara Spinelli E’ davvero singolare che chi s’indigna per la messa a nudo dei politici attraverso le intercettazioni, e addirittura parla di complicità dei giornali in turpi linciaggi, non trovi le parole per protestare contro l’uso che viene fatto dei volti di due romeni, Alexandru Isztoika Loyos e Karol Racz, arrestati il 17 febbraio per lo stupro di una minorenne nel parco della Caffarella. Quei volti ci si accampano davanti a ogni telegiornale, e hanno qualcosa di cocciuto, invasivo, conturbante: da ormai un mese ci fissano incessanti, nonostante il Tribunale del Riesame abbia invalidato l’accusa dal 10 marzo, e le analisi del Dna abbiano scagionato i loro proprietari già il 5 marzo. Se ne son viste tante, di gogne: questa è gogna di due scagionati.
Parliamo di proprietari di due volti perché la faccia ci appartiene, è parte del nostro corpo inalienabile. Così come esiste dal Medioevo un habeas corpus, che è il divieto di sequestrare il corpo in assenza di imputazioni chiare, esiste in molti codici quello che potremmo chiamare l’habeas vultus, l’habeas facies: il diritto alla tua immagine anche se sei indagato (articolo 10, codice civile). L’abuso in genere non avviene per gli italiani sospetti di violenza sessuale. Per i romeni è diventata norma, anche se non ce ne accorgiamo più.
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E se fossero innocenti? - 8 marzo |
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L'inchiesta sul cosiddetto "stupro di San Valentino" si è molto complicata negli ultimi giorni. I fatti, come ricorderete, furono particolarmente impressionanti: due fidanzatini quindicenni passeggiano, a Roma, nel Parco della Caffarella nel giorno di San Valentino. Ad un certo punto, senza che la luce sia completamente calata, i due vengono raggiunti e aggrediti - secondo i loro racconti - da due persone, verosimilmente straniere, che violentano la ragazzina, picchiando ed obbligando ad assistere lui. Il trattamento subito dai due giovanissimi è particolarmente violento e spregevole, raccontano di aver visto i due aggressori fumare, irriderli e poi raccomandare alla ragazza di ricomporsi prima di farsi rivedere in giro. La violenza destò un'ondata di proteste e di proclami politici (che ormai superano ampiamente la banalità e la retorica), per poi risolversi anche nell'insofferenza di alcuni abitanti di quartiere, organizzatisi in ronde, associazioni, gruppi di protesta ed anche, talvolta, in vendicatori dei due ragazzini italiani, con il corollario di insulti, botte e offese ad immigrati presi per caso, gestori di locali o semplicemente i primi che passavano. Il Sindaco Alemanno, al netto delle dichiarazioni, si impegna a recintare il meraviglioso parco della Caffarella come altre ville della capitale, ed a richiedere al prefetto e alle forze dell'ordine maggiore controllo della zona. All'indignazione seguono rapide indagini, sospinte anche dall'opinione pubblica, che danno un esito immediato: presi i due presunti stupratori, due romeni (evvai!), Alexandru Istoka Loyos (20 anni) e Karol Racz (36 anni). Il biondino ed il pugile, sembrano perfetti nel ruolo che la storia sembra loro attribuire. Nessuno presta particolare attenzioni a possibili incongruenze (tipo che uno dei due dovrebbe essere alto e con la frangetta, secondo la ricostruzione delle vittime, invece è stempiato ed è alto 1 metro e 55), ed anzi a distanza di poche ore un'altra donna, violentata alcuni giorni prima in un altro quartiere di Roma, in via Andersen, dice di riconoscere uno dei due romeni. Evvai! Coro di esponenti del centrodetra contro le misure cautelari previste dalla legge, varo del decreto anti-stupri che impedisce i domiciliari per chi si macchia di questo crimine odioso, consuete proteste per chiunque, soprattutto se immigrato, venga scarcerato dal tribunale delle libertà (mentre l'altro ieri, quando è stata sospesa la pena ad un ventenne che andava in giro a minacciare gli indiani, nessuno ha protestato). Senonché, in questa trama perfetta, ecco irrompere una cosa meravigliosa, di cui a volte stentiamo a comprendere il valore perché utilizziamo fin troppo la parola: la democrazia. Gli accertamenti condotti sulla vittima e i vari esami scientifici anziché fornire gli elementi decisivi sembrano scagionare le due vittime, il cui dna non corrisponde. Rimangono alcune contraddizioni nel racconto del più giovane, per cui si ipotizza che possa aver coperto qualcuno, mentre le indagini si indirizzano verso la Romania. Persino La Russa ed Alemanno - avete letto bene, proprio loro! - sono costretti ad invocare una giustizia non sommaria, mentre avevano applaudito alla rapidità delle forze dell'ordine, che a meno di 48 ore avevano già esposto i volti due due aggressori all'opinione pubblica. Le garanzie del sistema giudiziario sembrano funzionare, il pm interroga gli inquisiti ed ha bisogno delle prove a carico, due persone che rappresentavano l'identikit perfetto dello stupratore (nomadi, clandestini, irregolari) vengono invece scagionate dai test, quando nessuno si sarebbe accorto se si fosse buttata via la chiave. E' il bello, il valore immenso, della democrazia, e bisognerebbe riflettere quando si fanno critiche e discorsi - anhe giusti - contro alcuni eccessi dei giudici. E' la differenza tra l'Italia ed i paesi civili e le dittature, che sono la maggior parte del mondo, in definitiva. Ma adesso rimane un problema. Che faranno i due giovani se alla fine si scoprirà che sono innocenti? Potranno, pur tra tutte le difficoltà che già avevano, provare a costruirsi una vita in Italia dopo che tutti noi li abbiamo conosciuti dalle immagini dei telegiornali ed associati ad uno stupro? Potranno? E se fossero innocenti?
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E' difficile riordinare le idee di fronte ad una situazione così drammatica. Il centro-sinistra governava in Italia fino a meno di un anno fa a livello nazionale, in quasi tutte le regioni italiane, nella maggior parte dei Comuni da nord a sud, sebbene con maggiori difficoltà nel Settentrione. In pochi mesi - in virtù di scelte politiche sbagliate ed anche di una società italiana probabilmente più avversa - rischiamo di avere perso, e non si sa per quanto tempo, tutto questo: Roma, il governo del paese, regioni come Abruzzo, Sardegna (e probabilmente ne arriveranno delle altre, come Campania, Puglia, Calabria), dove difficilmente si tornerà a vincere, e certamente non per meriti o maggiori competenze dei nostri avversari. Una vera e propria debacle cercata con pervicacia da quasi tutti i dirigenti nazionali del centro-sinistra che, coltivando ognuno suoi personali interessi o suoi personali convincimenti, hanno abbandonato la strada della responsabilità e della squadra, portando tutti noi, ed il paese, alla situazione attuale.
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Testamento biologico - 23 febbraio |
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Vorrei segnalarvi un'iniziativa importante, messa a punto dall'associazione "A buon diritto" (www.abuondiritto.it). Su questo sito potete trovare, e compilare, un modello di testamento biologico improntato a criteri di libertà e dignità della persona. Si tratta di un'iniziativa che ha il merito di spostare su un piano pragmatico una discussione caratterizzata finora da ignoranza e crudeltà, e che interroga profondamente le nostre coscienze e la nostra cultura politica. Il documento non ha ovviamente valore legale ma si tratta secondo me di una battaglia civile importante. Quindi scaricate e compilate!
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