Menu Content/Inhalt
Home arrow Blog arrow Rogo umano - 26 novembre
Advertisement

Video

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter!






Rogo umano - 26 novembre PDF Stampa E-mail

Semplicemente non ci si può credere. 4 ragazzi poco più che adoloscenti, tra i 18 ed i 20 anni, alcuni studenti ed lavoratori, tutti incensurati e provenienti da famiglie normali, hanno dato fuoro due notti fa ad un barbone che dormiva su una panchina sulla via Flaminia. A Rimini, come faceva da molti anni. I 4 sono stati scoperti grazie ad alcune testimonianze, ad alcune microspie piazzate nelle loro auto, al numero della targa che è stato visto vicino al luogo del delitto (fortunatamente mancato) poco dopo il fatto. Nessuna motivazione e, ovviamente, nessuna giustificazione. Nessun trauma familiare, nessuna motivazione di natura sociale, neanche una matrice vegamente politia o razzistica. Gli stessi inquirenti sono increduli di fronte alla vacuità assoluta di questa tragedie e di questo crimine efferato, che i geniori dei quattro hanno scoperto grazie alla visita notturna delle forze dell'ordine, e che ha loro provocato svenimenti e malori. Non c'è molto da dire, in effetti: secondo me sarebbe sbagliato parlare di una "generazione-Garlasco", generalizzando un carattere ha assunto in questo caso delle tinte inimmaginabili. Epperò è certo che sorprendono tutti gli elementi che rendono questa barbarie inquietante: il luogo (la civile città di provincia che in estate accoglie migliaia di turisti da tutta Europa), le notizie che si hanno dei criminali, la totale innocenza ed invisibilità del barbone fino a quel punto, che non aveva mai neanche lontanamente infastidito qualcuno. E la premeditazione lucida, che aveva consentito ai 4 di curare il piano dell'assalto nei minimi dettagli tecnici, compreso l'acquisto di una tanica da 5 litri che serviva a trasportare la banzina per dare fuoco all'uomo. Ma quello che sconvolge, davvero, sono le intercettazioni: i ragazzotti che scherzano divertiti, che si vantano della bravata con la fidanzata o tra di loro, che non hanno nemmeno per un attimo un senso anche minimo di colpa. Non ci si crede, ed è difficile darsi spiegazioni. Tristezza.

Commenti (10)Add Comment
0
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
scritto da Aless, novembre 26, 2008
Non ci si può credere,e si è obbligati a credere,sebbene la coscienza ci porti a dire"ma può essere vero?"
Quando si sentono tali notizie,devo ammettere che a gente come questa,auspico il peggio.Soprattutto se un gesto così violento è compiuto in nome del'SANO DIVERTIMENTO'.Che bello vantarsi di dare fuoco a qualcuno.Ce ne rendiamo conto?Dico io che cosa c'è nel cervello di questa feccia?Non so tu,ma io quando nei notiziari vedevo i servizi a proposito,avvertivo una forte rabbia,perché davvero è insostenibile questo fatto.

Alex

(mi sono infervorato,e ho tentato di tamponare l'emorragia..)
0
...
scritto da _JC_GUEST_NAME, novembre 27, 2008
In poche parole: il silenzio dell'anima, il vuoto. Si costruisce con ostinazione. Non deve essere facile riuscire ad ignorare le voci, evitare gli abbracci, impedirsi di provare emozioni, rinunciare alla propria dimensione umana. Il vuoto si costruisce con meticolosa caparbietà perchè sono convinta, profondamente, che, ciascuno, contenga in sè il tutto.
E' triste certo, perfino disgustoso ed è difficile tamponare l'emorragia ma mi faccio e vi faccio una domanda.
Possibile che durante tutto il tempo che questi ragazzi hanno impiegato per distruggere la propria Umanità, nessuno sia riuscito a far sorgere, mai, nelle loro menti, un dubbio? possibile che nessuno si sia fatto tanto vicino da percepire la difficoltà del loro respiro dispnoico? molto lontani da questo interrogativo sono i termini giustificazione o attenuanti.
Credo invece che ciascuno, ogni giorno, faccia delle scelte, scelte di cui è responsabile e che spesso coinvolgono anche gli altri. Dico solo che dovremmo assicurarci di mettere tutti in condizioni di fare la scelta giusta e che questo è un imperativo morale e sociale al quale nessuno, oggi soprattutto, può sottrarsi. Il sistema preventivo è senza dubbio più efficace di quello repressivo.

Chiara
0
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
scritto da Alex, novembre 28, 2008
Sì Chiara,le responsabilità sono sempre trasversali,ma appunto nessuno fà le veci della nostra coscienza.Questi ragazzi sono adulti,e delinquenti consenzienti,non meritano sconti,solo perché viviamo in un epoca arida e anestetizzata.
Poi chi di dovere,saprà analizzare con cognizione il singolo;speriamo solo di non assistere al solito spettacolino della pena irrisoria,tanto per stare in pace,con la propria di coscienza.

Tobia,mi piacerebbe sapere,vista la tua verve,se hai delle vulnerabilità che minano la tua forza,o se sei sempre così fiero e intraprendente.

Buon pomeriggio,

Alex
0
...
scritto da Alex, novembre 28, 2008
155





Alex - missingalpha@gmail.com
IP:151.16.17.47 | 2008-11-28 13:25:15







Sì Chiara,le responsabilità sono sempre trasversali,ma appunto nessuno fà le veci della nostra coscienza.Questi ragazzi sono adulti,e delinquenti consenzienti,non meritano sconti,solo perché viviamo in un epoca arida e anestetizzata.
Poi chi di dovere,saprà analizzare con cognizione il singolo;speriamo solo di non assistere al solito spettacolino della pena irrisoria,tanto per stare in pace,con la propria di coscienza.

Tobia,mi piacerebbe sapere,vista la tua verve,se hai delle vulnerabilità che minano la tua forza,o se sei sempre così fiero e intraprendente.

Buon pomeriggio,

Alex






]]>1
0
...
scritto da _JC_GUEST_NAME, novembre 28, 2008
Vorrei che la mia posizione fosse chiara: non invoco sconti, di nessun genere. Anzi. Subiranno un processo e saranno condannati alla giusta pena che prevede la legge. Senza attenuanti per intenderci. Cosi' come è giusto che sia.

Detto questo credo anche che non ci si possa illudere di risolvere con la pena carceraria di questi quattro il problema di quanti restano fuori dal carcere. Non mi interessa affatto trovare i colpevoli della deriva sociale e morale però mi interessa riconoscere che questa deriva esiste.
Continuare a sostenere la tesi dei negazionisti mi sembra quantomeno ottuso. Rimanda l'apertura di un dibattito necessario sulle politiche giovanili. Mi spaventa la totale mancanza, da parte di una minoranza di giovani, purtroppo sempre più giovani, di un progetto per e su stessi.
Mi piacerebbe che il problema di un ragazzo oggi fosse l'ansia da prestazione piuttosto che l'atteggiamento del "non fare tanto a che serve".
In questo senso, sono positiva per natura, la politica può molto.

Chiara
0
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
scritto da Paola, novembre 29, 2008
..aggiungerei un piccolissimo dettaglio: questi simpatici ragazzotti non solo hanno premeditato lucidamente questo gesto orribile e inclassificabile ma l'hanno fatto con crudele cognizione di causa in quanto si sono serviti dell' unico distributore di benzina non dotato di videocamere di sorveglianza...quando ho letto questo particolare mi si è gelato il sangue nelle vene..è questa la mia generazione?? Mi rifiuto di crederci e di viverla..
0
...
scritto da anonimo, novembre 29, 2008
la cattiveria umana non ha limiti
0
...
scritto da Milena, novembre 29, 2008
La banalità del male.
0
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
scritto da Tobia, dicembre 01, 2008
Caro Alex,
che domande! Certo che anche io, come tutti, ho le mie debolezze e le mie paure... E chi non ne ha? Però diciamo che cerco sempre di farmi forza e di darmi da fare... Ciao, Tobia
0
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
scritto da Alex, dicembre 02, 2008
Eh Caro Tobia,
ho fatto delle domande piuttosto formali,perché non volevo essere invasivo,volevo indagare..
dato che le persone spigliate sono sempre stimolanti,tentavo di capire quali fossero i tuoi punti deboli.

Però mi sembrava indelicato porre domande"pubblicamente",soprattutto interferendo con i tuoi post.

Buona giornata,

Alex

Scrivi commento

busy
 
< Prec.   Pros. >