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Spagna e Francia - 10 marzo |
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La settimana si apre con la pioggia, innanzi tutto. E poi con le notizie che giungono dai due grandi paesi europei che votavano ieri, Spagna e Francia. Nel primo caso viene riconfermato il premier uscente Zapatero, qui da noi alternativamente molto odiato o molto amato. Nella sua campagna elettorale, significativamente, i temi forti non sono stati i Diritti civili e le battaglie ideologiche che tanto sembrano appassionare noi italiani, ma le questioni economiche. La Spagna attraversa un momento di crisi seria, che non le impedirà tuttavia di crescere l'anno prossimo del 2%, mentre noi veleggiamo intorno allo 0,5%. Non si è avuto sul risultato elettorale - che conferma sostanzialmente i rapporti di forza precedenti - lo scotto dell'attentato di venerdì, che ha anzi probabilmente fatto aumentare l'affluenza alla urne. Per la terza volta consecutiva (su 3) la Spagna riconferma il premier uscente facendolo arrivare alla sogli massima degli 8 anni di Governo. In questo modo negli ultimi 25 anni la Spagna ha fatto passi in avanti giganteschi, consentiti da una stabiità di governo e dall possibilità di amministrare con maggioranze chiare per chi vince le elezioni. In Francia invece battuta di arresto per l'UMP di Sarkozy, che tuttavia mi pare abbia evitato il tracollo paventato da alcuni sondaggi. Punito l'attivismo erotico e guascone del presidente francese, Sarkozy avrà tempo di far giudicare ai francesio le proprie riforme che stanno prendendo corpo, tenendo un po' in disparte la bellissima (bellissima!!) Carla. In ogni caso direi che oggi ci possiamo sentire così: un po' più invidiosi della Spagna e un po' più simili alla Francia...
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