Menu Content/Inhalt
Home arrow Blog arrow E se fossero innocenti? - 8 marzo
Advertisement

Video

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter!






E se fossero innocenti? - 8 marzo PDF Stampa E-mail

L'inchiesta sul cosiddetto "stupro di San Valentino" si è molto complicata negli ultimi giorni. I fatti, come ricorderete, furono particolarmente impressionanti: due fidanzatini quindicenni passeggiano, a Roma, nel Parco della Caffarella nel giorno di San Valentino. Ad un certo punto, senza che la luce sia completamente calata, i due vengono raggiunti e aggrediti - secondo i loro racconti - da due persone, verosimilmente straniere, che violentano la ragazzina, picchiando ed obbligando ad assistere lui. Il trattamento subito dai due giovanissimi è particolarmente violento e spregevole, raccontano di aver visto i due aggressori fumare, irriderli e poi raccomandare alla ragazza di ricomporsi prima di farsi rivedere in giro. La violenza destò un'ondata di proteste e di proclami politici (che ormai superano ampiamente la banalità e la retorica), per poi risolversi anche nell'insofferenza di alcuni abitanti di quartiere, organizzatisi in ronde, associazioni, gruppi di protesta ed anche, talvolta, in vendicatori dei due ragazzini italiani, con il corollario di insulti, botte e offese ad immigrati presi per caso, gestori di locali o semplicemente i primi che passavano. Il Sindaco Alemanno, al netto delle dichiarazioni, si impegna a recintare il meraviglioso parco della Caffarella come altre ville della capitale, ed a richiedere al prefetto e alle forze dell'ordine maggiore controllo della zona. All'indignazione seguono rapide indagini, sospinte anche dall'opinione pubblica, che danno un esito immediato: presi i due presunti stupratori, due romeni (evvai!), Alexandru Istoka Loyos (20 anni) e Karol Racz (36 anni). Il biondino ed il pugile, sembrano perfetti nel ruolo che la storia sembra loro attribuire. Nessuno presta particolare attenzioni a possibili incongruenze (tipo che uno dei due dovrebbe essere alto e con la frangetta, secondo la ricostruzione delle vittime, invece è stempiato ed è alto 1 metro e 55), ed anzi a distanza di poche ore un'altra donna, violentata alcuni giorni prima in un altro quartiere di Roma, in via Andersen, dice di riconoscere uno dei due romeni. Evvai! Coro di esponenti del centrodetra contro le misure cautelari previste dalla legge, varo del decreto anti-stupri che impedisce i domiciliari per chi si macchia di questo crimine odioso, consuete proteste per chiunque, soprattutto se immigrato, venga scarcerato dal tribunale delle libertà (mentre l'altro ieri, quando è stata sospesa la pena ad un ventenne che andava in giro a minacciare gli indiani, nessuno ha protestato). Senonché, in questa trama perfetta, ecco irrompere una cosa meravigliosa, di cui a volte stentiamo a comprendere il valore perché utilizziamo fin troppo la parola: la democrazia. Gli accertamenti condotti sulla vittima e i vari esami scientifici anziché fornire gli elementi decisivi sembrano scagionare le due vittime, il cui dna non corrisponde. Rimangono alcune contraddizioni nel racconto del più giovane, per cui si ipotizza che possa aver coperto qualcuno, mentre le indagini si indirizzano verso la Romania. Persino La Russa ed Alemanno - avete letto bene, proprio loro! - sono costretti ad invocare una giustizia non sommaria, mentre avevano applaudito alla rapidità delle forze dell'ordine, che a meno di 48 ore avevano già esposto i volti due due aggressori all'opinione pubblica. Le garanzie del sistema giudiziario sembrano funzionare, il pm interroga gli inquisiti ed ha bisogno delle prove a carico, due persone che rappresentavano l'identikit perfetto dello stupratore (nomadi, clandestini, irregolari) vengono invece scagionate dai test, quando nessuno si sarebbe accorto se si fosse buttata via la chiave. E' il bello, il valore immenso, della democrazia, e bisognerebbe riflettere quando si fanno critiche e discorsi - anhe giusti - contro alcuni eccessi dei giudici. E' la differenza tra l'Italia ed i paesi civili e le dittature, che sono la maggior parte del mondo, in definitiva. Ma adesso rimane un problema. Che faranno i due giovani se alla fine si scoprirà che sono innocenti? Potranno, pur tra tutte le difficoltà che già avevano, provare a costruirsi una vita in Italia dopo che tutti noi li abbiamo conosciuti dalle immagini dei telegiornali ed associati ad uno stupro? Potranno? E se fossero innocenti?

Commenti (1)Add Comment
0
...
scritto da A. O., marzo 08, 2009
Spero che la sensibilita' che traspare dai tuoi articoli sia sincera, genuina...
Chi ha l'attitudine, da anni, di parlare con gli "sconosciuti", in giro per il Paese, sui bus, per la strada.. si rende conto, se ha un minimo di percezione anche del linguaggio "non verbale", che sottotraccia c'e' nervosismo, insicurezza.. E i toni urlati di molti attori politici non aiutano a rasserenare il clima. Tu insisti da tempo, sul tuo blog, a parlare del piano razionale della vita e della politica. Ed in parte è giusto cosi'. Ma ci sono anche aspetti, momenti, riti che non sono totalmente riconducibili alla sfera razionale. Come spiega su "Wired" in una bella intervista con lo scrittore Paolo Giordano (nostro coetaneo vincitore del premio Strega) Rita Levi Montalcini, la parte più antica del cervello e' quella che controlla gli istinti piu' immediati e "bassi".. Non tutti riescono a placarli e a controllarli... E la gestione mediatica della cronaca nera da anni viene usata in maniera più o meno subliminale per la lotta politica
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/prodi-tv-nera/prodi-tv-nera/prodi-tv-nera.html

Scrivi commento

busy
 
< Prec.   Pros. >