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Da “l’Unità” 9 maggio 2009 LE MOSSE DI LIEBERMAN LO SCALTRO di Tobia Zevi Alcune settimane fa ho partecipato a un incontro tra pacifisti israeliani e palestinesi. Questi confronti hanno una lunga storia: dall’entusiasmo rivoluzionario e sinistrorso degli anni Ottanta sono sopravvissuti alla speranza degli accordi di Oslo e al dolore della seconda Intifada. Mi ha colpito il tono reducistico, ripetitivo, cupo degli interventi. «Due popoli, due stati» ripetuto come un mantra e svuotato della sua forza originaria. È bastato evocare Gaza e l’operazione «Piombo fuso» perché svanisse qualsiasi sembianza di concordia: tutti critici nei confronti dei propri governanti, ma anche gli uni verso gli altri. Per aver lasciato Gaza ai terroristi, per essere ricorsi alle armi, per le colonie, per i razzi di Hamas nel Sud di Israele. Uno stillicidio di accuse a cui siamo tristemente abituati, temperato solo dalla volontà di non lasciare definitivamente il campo ai rispettivi estremismi. Un’atmosfera che in questi ambienti non si era mai vista. Alla luce di tutto ciò va giudicata la visita di Lieberman. Certamente è grave la scelta di non evocare lo «Stato palestinese» e i «Due popoli, due stati». Ma non si può non cogliere, nella retorica aggressiva e ruspante di questo israeliano di origine russa, un barlume di verità: non riempiamoci la bocca di slogan, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo. Affrontiamo tutti i dossier: i palestinesi, il loro stato e la sua necessaria sostenibilità economica; la sicurezza di Israele, messa in discussione in primo luogo dall’Iran e dai suoi satelliti; le relazioni tra Israele e stati arabi (assai divisi), oltre al ruolo dell’Europa. Sebbene non sceglieremmo Yvette per risolvere questi problemi, egli è più scaltro di quanto la sua rozza – e per certi versi razzista – campagna elettorale ci abbia mostrato. E il suo governo ha lo stesso colore degli esecutivi che hanno fatto la pace nella storia di Israele.
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http://www.ilsole24ore.com/art...nte.shtml
In sostanza Badini dice che Arafat esortava a più riprese non solo Craxi ma anche altri leader dell'allora CEE a fermare la progressiva affermazione di Hamas e ad agire anche sul governo di Israele.. Sappiamo entrambi che negli anni '80 la politica estera dei Governi pentapartito o CAF era molto sbilanciata a favore del movimento indipendentista palestinese e di Arafat e solo col I Governo Prodi (e nonostante quello che alcuni esponenti della comunità ebraica possano dire, anche di D'Alema che fece una visita in Israele) avvenne una sorta di riequilibrio nella "equivicinanza" o "equidistanza" tra le 2 culture e i 2 popoli... Emblematico il commento dell'ambasciatore italiano in Israele: «
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/10/21/alema-gerusalemme-per-la-pace.html
Netanhyahu da primo ministro venne anche a Roma, nel 1997. Stando al resoconto di Repubblica, l'accoglienza non fu delle più calorose...
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/04/13/gli-ebrei-italiani-israele-tratti.html