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Contro ogni integralismo - 12 febbraio PDF Stampa E-mail

 Gli studenti e la comunità accademica dimostrano la loro solidarietà ai 162 Professori accusati di essere “lobbisti a favore dei sionisti”. Per arrestare l'odio prima che si tramuti in violenza.

CONTRO OGNI INTEGRALISMO, PER LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE

Per confrontarsi sul diritto alla libertà di espressione e di insegnamento. Perché l'università sia una comunità libera di saperi.

Martedì 12 febbraio h15Sala delle Colonne, Luiss Guido Carli, v.le Pola 12

Prof. Gilberto Corbellini - Università La Sapienza

Prof. Sebastiano Maffettone - Università Luiss

Prof. Zouhir Louassini - Giornalista Rai 

Tobia Zevi - Unione Giovani Ebrei d’Italia

Modera: Roberto Arditti Editorialista de “Il Tempo” 

Evento organizzato dagli “Studenti per la Libertà di Ricerca” dell’Associazione Luca Coscioni e dalla Luiss Guido Carli

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Commenti (3)Add Comment
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scritto da Carmelo, febbraio 10, 2008
Non vorrei fare il guastafeste, ma solo dire la mia. Anche io ho trovato biasimevole la cosa, eppure ancora una volta mi ha stupito il grado di reattività della vostra comunità (facciamo anche la mia, visto che mi piace giocare alle identitàsmilies/wink.gif. E' facile immaginare che gli eventi del passato ritornino alla memoria in casi come questi, ma qual è la lezione che possiamo trarre da essi? E' stata una tragedia degli ebrei o dell'umanità? Il suo significato è inaccessibile ai più e custodito da una sparuta minoranza di sacerdoti mediatori o, al di là delle dimensioni inedite e catastrofiche, si è trattato della ripetizione di un evento comune? Sì, perché se si guarda alla storia, la violenza dell'uomo sull'uomo pare essere una costante. E non importa che sia ebreo, nero, zingaro, handicappato o altro... Spesso si alzano subito gli scudi se qualcuno è solo sospettato di mettere in discussione la legittimità dello stato di Israele. Beninteso, io non lo faccio! Come si potrebbe oggi, dopo tutti questi anni? Il tempo sana. E non è certo la prima volta. Parimenti, proprio per quello che è successo, io ritengo che oggi gli "ebrei" in Palestina siano altri e che si debba riconoscere loro una giusta riparazione, ma nulla di tutto ciò è avvenuto. E francamente spiace.
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scritto da Carmelo, febbraio 10, 2008
Vorrei precisare, onde evitare una scorretta interpretazione di quello che ho scritto, che per "giusta riparazione" intendo uno stato loro. Anche se in astratto trovavo più ambiguamente fascinoso il "2 popoli, 1 stato"... :-P
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scritto da Carmelo, febbraio 13, 2008
Ma in effetti - mi riferisco all'intervento, che ho appena finito di ascoltare - io ho letto che gli USA sono stati terra di emigrazione di gran lunga preferita alla stessa Palestina. Quindi che si possa identificare un ebreo con un americano è forse una forzatura concettuale, tuttavia del vero c'è. E la nascita e penetrazione nel tessuto della società statunitense di una forte componente israelita ne spiega anche la politica estera. Nulla di male in ciò. In un punto non sono d'accordo: tu rifiuti l'equazione israeliano-carnefice. Bene, ma vogliamo parlare dei patimenti imposti ingiustamente ai palestinesi, nel silenzio più assoluto e nemmeno imbarazzato? Vivono ghettizzati, assediati dalle colonie, esposti all'arbitrio della polizia, con seri problemi di lavoro e vettovagliamento. Il loro futuro non ci riguarda? Io non sono antisionista, ma muovo da posizioni umaniste e internazionaliste. Guarda, Tobia, che lì ci vanno giù duro. Troppo...

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