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Israele 2 - 28 GENNAIO PDF Stampa E-mail
Da “l’Unità” 27 gennaio 2009

UN SMS DELL’ESERCITO E LA MOVIDA SI FERMA

di Tobia Zevi

 

Tel Aviv é la cittá dei giovani. Ci si sta per poco tempo, tra la fine del servizio militare (tre anni) e il matrimonio. Poi ci si sposta fuori, in qualche sobborgo più tranquillo. La vita è adrenalinica. Si lavora moltissimo, in settori stressanti come l'high-tech, la finanza o il commercio. In ufficio verso le nove, mai troppo presto e soprattutto sempre senza cravatta (in Israele la mettono solo i politici), per correre tutto il giorno. Dopo inizia la movida. Via camicia e scarpe, si sale sul motorino e si corre in spiaggia. Vicino al porto, dalle sette di sera in poi, jam session di bonghi; man mano che la gente arriva si comincia a ballare birra alla mano. Per mangiare le opzioni sono infinite. Se non si amano i piatti tipici israeliani (humus, tehina e falafel, il tutto servito con limonata), conviene orientarsi sull'esotico: specialità asiatiche, ristoranti italiani, carne argentina. Dopo cena è il momento del tour dei locali. I pub un po' alternativi di Neve Zedeq, le discoteche del porto (tra cui il Delphinarium, teatro di un terribile attentato qualche anno fa), Shenkin (una strada  equamente divisa tra punk ed ebrei ultra-ortodossi) o Jaffa. Questa frenesia può avere anche degli effetti collaterali: «Sembra impossibile conoscere una ragazza e basta» ci spiega David, immigrato recentemente da Roma «dopo una mezzoretta la ragazza ti guarda e ti chiede: "Hai intenzioni serie?". Come a dire: non ho mica tempo da perdere...». Una generazione velocissima, che lavora sodo ma che vuole godersi la vita. E che però non ha esitato a comportarsi coraggiosamente a Gaza, eseguendo gli ordini e mostrandosi professionale, tanto da guadagnarsi i complimenti di Shimon Peres. Finita la guerra la vita riparte, sempre col timore di essere nuovamente richiamati. Per rifare i bagagli, basta ricevere un sms.  
Commenti (3)Add Comment
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scritto da yonit, gennaio 28, 2009
ridicolo, ma e' veramente cosi!
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scritto da _JC_GUEST_NAME, gennaio 29, 2009
Incredibile.La vita che inevitabilmente,inesorabilmente forse anche un pò crudelmente va e deve andare avanti,nonostante le guerre,i morti,il dolore,la patria......ci saranno sempre ragazzi che si innamorano,una musica cui qualcuno ballerà,una spiaggia da raggiungere.
La tragedia fa capolino dai dettagli.La paura c'è ,ma la vita ,brutale,continua.Menomale che è così.
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scritto da tiziana, febbraio 13, 2009
rifletteva Leshem in Tredici Soldati, grazie al protagonista, di stazza al Beaufort..vi immaginate che a pochi km da qui, dove si muore, dove non si sa se si vedrà il mattino, il problema piu' grande di una bella ragazza è scegliere il tipo di shampoo in un centro commerciale?

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