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Natalie Du Toit - 4 maggio |
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Una notizia che ha dell'incredibile: la nuotatrice sudafricana Du Toit si è quelificata per le Olimpiadi di Pechino. Quelle vere. Che c'è di strano? Che questa ragazza di 24 anni ha una gamba di meno, dopo che nel 2001 una le è stata amputata per un incidente di motorino. Secondo gli esperti, oltre all'indubbia e straordinaria forza di volontà della ragazza, un aspetto importante da considerare è la disciplina in questione, i 10 km. di fondo di nuoto. Una specialità in cui conterebbero di più le braccia e la testa delle gambe. Sarà tutto vero, certamente. Però devo dire che un po' fa sorridere, l'idea che una ragazza debba nuotare per 10 km. nell'acqua e per farlo non abbia poi tanto bisogno delle gambe! Mi pare ragionevole invece il fatto che in una gara così faticosa conti molto il lato psicologico, certamente molto sviluppato in una donna che ha saputo superare questi problemi. Una considerazione culturale, per finire: ieri pomeriggio passavo per un quartiere della periferie romana, e mi sono imbattuto in un' "isola ecologica". Ovvero quelle discariche particolari dove uno deve andare direttamente se deve buttare dei rifiuti che non c'entrano, o non possono entrare, in un normale cassonetto. Mi è venuto da pensare sul politically correct: fa un po' ridere in effetti "isola ecologica" per una discarica (bene o male, è sempre una discarica!). Ma poi stamattina ho letto della Du Toit. E ho pensato: talvolta queste definizioni eufemistiche sono un po' buffe, ma contengono qualche elemento di verità: è "disabile" la mia coetanea in grado di nuotare per 10 km. senza una gamba? O è veramente "diversamente abile", nel senso che sa fare una cosa che io, "normale" (e per giunta ex-nuotatore!) non sarei mai in grado di fare?
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