Menu Content/Inhalt
Home arrow Blog arrow Il sangue dei vinti - 30 ottobre
Advertisement

Video

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter!






Il sangue dei vinti - 30 ottobre PDF Stampa E-mail

Ieri la presentazione a Roma del film ''Il sangue dei vinti'' tratto da un suo libro

Moles (FI): ''Il suo lavoro coraggioso è teso a fornire elementi per una necessaria pacificazione''. Zevi (Pd): ''La lettura di Pansa funziona perché ci sono zone d'ombra e verità da scoprire, ma le semplificazioni non sono accettabili''. Rao (Udc): ''Oggi gli italiani hanno riscoperto il concetto di 'patria'''
Roma, 27 ott. (Ign) - Tanti libri e ora anche un film, presentato ieri al Festival di Roma, tratto dal suo ''Il sangue dei vinti'' del 2003. Quello intorno a Giampaolo Pansa è ormai un caso letterario e non solo, per uno scrittore che con la sua ultima fatica, 'La Grande Bugia', porta a maturazione la sua rilettura del biennio '43-'45. Una rilettura di grande successo, almeno stando ai numeri delle vendite, definita da alcuni revisionista, da altri coraggiosa.  ''Il successo di Pansa, oltre che letterario è anche storico'', spiega a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos, Giuseppe Moles, giovane neoeletto di Forza Italia. Per l'ex portavoce del ministro Martino ''ben venga il contributo di questo grande giornalista, il cui lavoro coraggioso non può essere tacciato di revisionismo''. Anzi, aggiunge Moles ''i testi dello scrittore presentano materiali documentari che aggiungono elementi di conoscenza alla realtà di quel periodo, aprendo la strada a conclusioni che facilitano una possibile pacificazione, non ancora raggiunta nel nostro Paese''. ''Bisogna riconoscere che c'erano persone perbene da entrambe le parti, come ha detto anche Miriam Mafai'', conclude il deputato del partito di Berlusconi.
Per Roberto Rao, dell'Udc ''il successo dei libri di Pansa sul '43-'45 è innegabile, credo trovi le radici sul fatto che la 'memoria condivisa' di quel periodo in realtà nel nostro paese ancora non è ancora tale. In molte zone d'Italia ancora oggi, parenti, figli, nipoti che hanno visto familiari uccisi vivono quel periodo come una vera e propria 'guerra civile'. ''Senza scomodare Galli della Loggia -aggiunge l'esponente centrista- e la questione dell'8 settembre come morte della patria, per oltre 50 anni quel periodo storico 43-45 è stato un vero e proprio tabù, nel quale vi era una sola verità legittima. Oggi gli italiani hanno invece riscoperto il concetto di 'patria', per il quale tanto si è speso il Presidente Ciampi, e sentono quasi il bisogno di riscoprire una memoria condivisa, andando oltre la "versione ufficiale". Per questo il punto di vista originale di Pansa, che non cade nel revisionismo, desta così tanto interesse. E' indubbio che la parte giusta fosse quella della resistenza e della lotta di liberazione per la libertà, ma è evidente che oggi a distanza di molti anni è possibile indagare oltre il principio del bene e del male e cogliere i sentimenti e le paure di tanti italiani che fecero scelte diverse''.  Il successo dei libri di Pansa ''è legato al fatto che, specialmente per i giovani, quel periodo presenta delle zone d'ombra importanti''. ''Ma che poi si provi a ribaltare la Storia di questo Paese, basandosi sul racconto dei vinti è però un altro discorso...''. Sottolinea Tobia Zevi, membro del coordinamento nazionale dei Giovani del PD. Per il 25enne esponente del partito guidato da Veltroni ''la serietà e la complessità delle letture storiche fatte anche da un Renzo De Felice non sono di moda, perché forniscono un'analisi difficile, che non si presta a stravolgere un quadro di realtà in cui indubbiamente - e qui sta il successo di Pansa- ci sono delle zone d'ombra e parti di verità mai emerse''.  

Commenti (1)Add Comment
0
...
scritto da Alessandro, ottobre 31, 2008
Nel 1991 suscitò "ampio dibattito" (come credo si dica tra voi "uomini di lettere"...) il libro dello storico Claudio Pavone "Una guerra civile"
http://www.bollatiboringhieri....833916767
http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Pavone
http://www.emsf.rai.it/biografie/anagrafico.asp?d=523
Non c'e' dubbio che l'opera e la ricerca metodologicamente accurata di uno dei massimi studiosi del Fascismo come Renzo De Felice mal si adatti alla voglia di immediatezza e di scoop che caratterizza gran parte del mondo dei media e della Politica oggi. Dove, come ha scritto efficacemente Edmondo Berselli su Repubblica, tutto diventa "format". Accadimenti, proposte, idee lanciati anche solo pochi, pochissimi mesi/anni fa da partiti, uomini politici, associazioni sembrano diventare effimeri..
E per un linguista come te, questo dovrebbe essere materiale di approfondimento
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/politica/politica-format/politica-format/politica-format.html
Ne seguì come vedrai una serie di interventi molto intelligenti come quello di Michele Serra.
Basta poi vedere quanto seguito ha avuto questa "straordinaria iniziativa" lanciata da una valente dirigente PD
http://scambiamocileidee.ilcannocchiale.it/ per capire il tutto...

Scrivi commento

busy
 
< Prec.   Pros. >