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Invece di occuparci delle beghe nostrane, mi pare giusto dire qualcosa sul G8 della settimana scorsa. Ogni volta questi vertici vengono accompagnati dalle stesse polemiche: che senso hanno riunioni a cui non prendono parte i paesi più emergenti, che rapidamente stanno diventando anche i più inquinanti? E che senso hanno summit che, nella migliore delle ipotesi, a causa degli interessi divergenti riescono solamente a produrre il famoso topolino? Ed infine, che senso hanno questi confronti se poi persino i pochissimi impegni che si riesce effettivamente a prendere vengono sistematicamente disattesi (è il caso degli aiuti ai paesi poveri, che gli stati membri non pagano per quanto si erano impegnati a fare)? Tutte queste perplessità rimangono, tragicamente, aperte dopo l’ultimo incontro. Gli Stati hanno raggiunto un accordo sulla riduzione delle emissioni che, oltre ad essere particolarmente ottimistico, non prevede alcuna tappa intermedia su cui verificare l’effettiva applicazione. Col risultato che, avvicinandosi al 2050, termine dell’accordo per cui dovrebbero essere ridotte le emissioni del 50%, si dovrà procedere automaticamente ad una sanatoria collettiva. E nessuna risposta seria è arrivata neanche sul tema degli aiuti umanitari. E l’Italia? Berlusconi sembra diviso tra due opposte pulsioni: da un lato osteggia l’allargamento perché il G8 è l’unico vertice esclusivo di cui l’Italia è memrbo di diritto; dall’altro lato non gli dispiacerebbe però (e meno male!) fare qualcosa di memorabile sulle grandi questioni della Terra, in vista soprattutto del vertice del prossimo anno che, se finiscono i lavori, dovrebbe tenersi alla Maddalena. La formula di cui si parla potrebbe essere quella di un G8+5. Vedremo. Nel frattempo l’impressione è che, tra chiacchere e costosissime riunioni, dei poveri e della desertificazione non interessi troppo a nessuno. Su Repubblica della settimana scorsa un’inchiesta affermava che, per combattere l’effetto-serra, basterebbe che l’umanità mangiasse vegetariano una volta la settimana, perché l’allevamento del bestiame inquina molto più delle automobili. Incredibile. Io, comunque, faccio la mia parte…
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http://www.ilsole24ore.com/dossier/Mondo/2008/G-8/
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