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Roberto Saviano - 22 ottobre PDF Stampa E-mail

A qualche giorno dallo scoppio dell'affaire Saviano, mi sembra giusto tornarci anche sul blog. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: ritengo che sia importante esprimere solidarietà incondizionata allo scrittore, perché se se ne andasse sarebbe davvero un pessimo segnale per tutta l'Italia. Ci sono però un altro paio di cose che vorrei dire: se pensiamo oggi al nostro paese, credo che in effetti proprio il tema della legalità - ce ne sono molti altri, ovviamente! - dovrebbe essere al centro dei nostri pensieri. Come possiamo pensare di essere in Europa, di restare agganciati alle grandi potenze del mondo (che peraltro avranno un aspetto molto diverso da quelle conosciute nella seconda metà del Novecento), di creare un futuro migliore se non siamo neanche in grado di contrastare, in decenni, una piaga come quella della criminalità organizzata nel sud d'Italia? Che poi non è neanche solo il sud, ormai, visto che ieri hanno chiuso un ristorante a piazza di Spagna perché controllato dalla mafia... La seconda considerazione è sulla natura delle critiche che molti, anche e soprattutto tra i suoi concittadini, hanno mosso a Saviano. Le ha descritte lui perfettamente: ha fatto i soldi, ha sfruttato questa storia per fare il suo libro, è un venduto. Bene, l'accusa sul denaro, come afferma lui stesso, è quella più viscida: perché immette un pregiudizio ed insinua un dubbio al quale, un po', ognuno di noi vorrebbe credere. Per non sentirsi da meno, perché spesso siamo incapaci di avere fiducia. Ed allora eccoci a sminuire, a dire che in realtà "Gomorra" è stato tutto cambiato dall'editor... Succede quasi sempre, lo fanno quasi tutti, e praticamente in tutte le situazioni. Ma, diciamolo francamente: dire questo non rende peggiore Saviano, rende peggiori noi!

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scritto da V, ottobre 25, 2008

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