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Questione sicurezza - 19 maggio PDF Stampa E-mail

In questi giorno non si parla d'altro. A leggere i giornali e a sentire la tv, sembra di vivere nel Bronx. Ora è vero che dipende da zona a zona, e che alcune zone periferiche sono spiacevoli in alcune ore del giorno, ma secondo me stiamo facendo un po' di confusione. Vediamo. I dati ci dicono che le violenze, in generale, sono in diminuzione. Quelle sulle donne, idem. Aumentano invece le violenze sulle donne perpetrate tra le mura domestiche, spesso non meno orribili. Perpetrate probabilmente da molte persone che si dicono terrorizzate dall'efferatezza di molti immigrati. La sicurezza è un' esigenza di tutti. E' vero che difendere il diritto ad essere tranquilli, ad uscire di casa e tornarci senza problemi, ad essere più deboli in una società, è una cosa molto di sinistra. Ma in questi giorni ho l'impressione che spesso si stia perdendo la bussola: stiamo dando vita - non solo nei casi più estremi ed ovviamente deprecabili - ad un sentimento diffuso e paranoico nei confronti degli extra-comunitari e degli immigrati. O dei rom. Molti, alcuni insospettabili, soffiano sul fuoco senza rendersi conto che la deriva e la china che stiamo seguendo rischia di essere molto pericolosa. Quando si è partiti così, nella storia, si sapeva dove si partiva me non si poteva immaginare dove si sarebbe finiti. Forse dire così è da benpensanti, come dicono molti. Forse se non si subisce direttamente una violenza od un sopruso di quel tipo non si può capire. Però ho l'impressione che molti che in questi giorni ne stanno dicendo di tutti i colori, lo dicano per sentito dire, senza rendersene conto. Ieri al pub durante la partita della Roma, due ragazze sedute vicino a me, al gol di Ibrahimovic (che neanche io proprio adoravo in quel momento), hanno gridato, tranquillamente e due volte, "zingaro di merda". Senza imbarazzo, senza problemi. Forse non sono segnali, ma forse sì. 15 anni fa ci saremmo scandalizzati, secondo me, se avessimo utilizzato la parola "immigrato" come la utilizziamo oggi. Ma forse sono solo impressioni. Che dite?

Commenti (3)Add Comment
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scritto da _JC_GUEST_NAME, maggio 20, 2008
E' vero, questo tema si sta affrontando in un clima di qualunquismo, ma la cosa più grave è che venga alimentato da quei politici che vedono nella "tolleranza zero" uno strumento demagogico, cercando(non sapendo forse che fare?) di risolvere la questione nel più semplice dei modi possibile, ma che diventa anche il più pericoloso. Pericoloso per tutte quelle migliaia di immigrati che lavorano onestamente e contribuiscono allo sviluppo economico. Comunque, è mai possibile che solo adesso venga fuori la questione dei campi rom nelle città, vicino ai quali aumentano furti e rapine?Il loro sviluppo non è mai stato contrastato seriamente: tanti amministratori locali hanno infatti ignorato per troppo tempo il problema, per arrivare addirittura a negarlo, dichiarando che tali accampamenti non dessero nessun problema di sicurezza e di integrazione. E l’Europa, d’altra parte, non vede di buon occhio le iniziative dell’Italia, ribadendo che occorre sempre usare un approccio individuale e non di gruppo. Il portavoce di Barroso aveva dichiarato infatti, qualche tempo fa, che se nell’applicazione del cosiddetto “pacchetto sicurezza” dovessero emergere pratiche discriminatorie, la Ue potrebbe avviare una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. E tuttora l’Ue sta prendendo in esame la politica Berlusconi in materia. Non stiamo facendo una figura delle migliori, insomma, prima disinteressandoci del problema e poi, sull’onda dello sgomento popolare, cercando di risolverlo in fretta e in modo inappropriato.
Ma d’altra parte c’è da chiedersi se la giustizia italiana sia veramente all’altezza o non funga, paradossalmente, da calamita per i criminali: qualche rumeno ha dichiarato di venire in Italia spinto dalla convinzione-diffusa nel suo paese- che coloro che commettono reati rimangano impuniti. E questo assunto non è poi così lontano dalla realtà. Emblematico il caso di un ventottenne rumeno, condannato nel 2003 dal tribunale di Verona a sette anni di carcere per aver sequestrato e stuprato una giovane donna. Ebbene, di questi sette anni ha scontato solo due giorni, per poi venire scarcerato, non si sa bene né da chi, né come, né perché. Soltanto qualche mese fa, dopo aver girato in libertà per quattro anni, è stato di nuovo arrestato. E pare infatti che la maggior parte degli emigrati con titolo di studio puntino verso il Nord Europa, mentre le persone che hanno intenzione di delinquere si fermano qui in Italia.
Ma del resto, come è possibile affrontare il problema immigrazione se l’Italia stessa non sa neppure quanti rifugiati ospita? “L’Italia è l’unico dei maggiori Paesi a non aver fornito questo tipo di dati”, scrive l’Alto commissariato delle Nazioni Unite nell’ultimo rapporto di qualche mese fa. E’ letteralmente vergognoso, in queste condizioni, che i politici dicano “gli immigrati ci hanno rotto le scatole”, quando in realtà ad avercele rotte sono proprio loro, coi loro tentativi (ben riusciti, visti i risultati delle ultime elezioni) di prenderci in giro.
p.s. una cosa sola: la sicurezza è un problema che riguarda trasversalmente le città, non solo alcune zone periferiche: non ne sono esentate le zone centrali, purtroppo…
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scritto da Alma, maggio 22, 2008
Innanzi tutto, vi prego di scusare gli errori di lingua, gia che sono straniera. Ho vissuto alcuni anni in Italia negli anni novanta, li, si commincava a parlare del problema di "extra-comunitari". La parola mi faceva sempre paura, sembrava cosi di suono come indicasse un "ex-criminale", comunque, suoni a parte, oggigiorno, l'idea che un extra-comunitario e, nella mente di alcuna gente, una specia di criminale, oppure "potenziale criminale" e un fatto. Basta ascoltare il telegiornale qualsiasi giorno o leggere i giornali.

Sono tornata a vivere in Italia poche settimane fa, dopo 14 anni di assenza, a Verona. Amici miei del passato volevano che venisse a vivere ancora in mezzo a loro. Ci sono dati MOLTISSIMO da fare per aiutarmi, offrendomi un posto da stare finche non avrei trovato lavoro e mi sono messa in regola. In fatti, sono venuta a Febbraio per una visita breve per informarmi all'anagrafe da cioe di cui avrei bisogno per fare la residenza in Italia come Americana. Sembrava possibile, accessibile. Mi sono trasferita qua, e, nel frattempo, il governo era cambiato, e le leggi di Febbraio non valevano piu! Non voglio tirare a lungo il discorso legale, ma, nell'ultimo mese, sono passata da tantissimi uffici per capire come si fa con il permesso di soggiorno. Dopo parecchie opinioni contradittorie (dell'anagrafe/la questura, e altri)sembra quasi il discorso della uova/gallina e quale viene prima. Tutto sommato, sembra che le leggi sono fatti in modo di farla molto, ma molto difficile per quelli che vogliono lavorare. Non solo difficile, ma lunghissimo. Uno dovrebbe aspettare un minimo di un'anno dal momento di fare la richiesta fino al momento in cui diventera in regola. Poi, sento ogni giorno in Tivu politici che dicono "con quelli che vogliono lavorare non ci sono problemi, solo con quelli che vogliono delinquare". Ma come si fa se "quelli che vogliono lavorare" devono aspettare da 12 a 18 mesi per essere in regola, perche il percorso burocratico e cosi lento?? Poi, sento dire, que, i clandestini verrano messi in galera... ma, come si fa con quelli che gia hanno la richiesta di lavoro ma devono per forza aspettare, e NON lavorare, finche, un anno dopo, arrivera il foglio che li permette di essere in regola, e, nel tempo di attesa, sono forzati ad essere "clandestini"? Mi sembra che si dice una cosa, ma le leggi sono fatti in modo diverso, di mettere grandi ostacli avanti a quelli che davvero vogliono lavorare. Questo dal punto di vista ufficiale. Adesso, dal punto di vista personale. Mi ritengo fortunatissima di avere un nucleo piccolo di amici stupendi che non sono stati avvelenati di quello che sembra una nuova onda di criminalizzazione contro gli stranieri. Sono venuta qui proprio per questi miei amici, che sono come una famiglia per me. Negli Stati Uniti, ho lavorato come interprete, parlo sei lingue, potrei tornare qualsiasi giorno e fra poche settimane troverei lavoro. Ma vorrei molto poter stare in Italia, e ci proverei fino all'ultima possibilita, semplicemente per vivere in compagna di questi miei stupendi amici italiani. Ma, la cosa che me aveva scioccato piu del gioco delle leggi, e il linguaggio che considera il clandestino un criminale che bisogna mettere in galera, era un cambiamento che ho visto in alcune persone, anche "amici" del passato, che sono adesso pieni di pensieri avvelenati e irrazionali contro gli stranieri, buttando accuse che a volte hanno un contenuto molto alto di fantasia paranoica, tipo: "TUTTI i delitti sono commessi solo da stranieri", "le badante straniere uccidono le persone cui badano", "gli stranieri arroganti voglioni dirci come dirigere il nostro paesi", "tutte le zone dove ci sono stranieri sono zone di criminalita", e persino, "tutta la scrittura sui muri a Verona, e che sta rovinando la citta, e fatta da stranieri, ed e scritta con quella scrittura li, tipo indiana o qualcosa cosi"...etc..etc..

Il piu triste di tutto e que, alcuni amici, che mi conoscevano da 15 anni, ogni volta che mi vedono, stanno li a sfogarsi (con molta rabbia) contro "gli stranieri", buttando un elenco dei delitti di loro comessi, e che per un periodo, era questo il loro modo di comunicare con me, straniera che sono..Il triste e che, piu delle volte, mi trovavo in una situazione dove dovevo difendermi continuamente, poi, dopo, pensandoci sopra, l'unica cosa per cui dovevo difendermi era il fatto di essere una straniera che vuole vivere in Italia. Dovevo dimostrare che "non ho in mente di fare la delinquente", e, nonostante gli ostacli legale e il percorso di un'anno o piu per mettermi in regola, dunque rischiando di sembrare "clandestina/desocupata/chi-sa-come-vivra" (e la conclusione, adesso che sembra logica per tanti: DELINQUENZA)... Per questi 15 anni di amicizia, ho sopportato parecchi discorsi del genere, dicendo a me stessa: e un momento storico brutto, sono spaventati e arrabiati... ma, quando, non finiva mai il tema della delinquenza degli stranieri, e quando, dopo elencare per l'ennesima volta, tutti i guai per i quali sono colpevoli, questi amici si indirizzavano a me, una loro amica da 15 anni, con le parole "VOI stranieri.." questo, e "VOI stranieri.." quello. Allora, ho deciso: basta. Finisce li. Ho tagliato.

E una storia personale, ma per me molto triste. Avendo vissuto in tanti paesi e visto tanti specie di governi e problemi di momenti storici brutti, vedo qui un mecanismo che sta scatenando, per fortuna non e da tutti, assolutamente no, ma si sta diffondendo sempre di piu. Il discorso di "dimonizazione" degli stranieri, "extra-comunitari", "clandestini" (QUANTI di questi clandestini sono tale perche sono barboni-buoni-a-niente e quanti sono li che cercano lavoro, e quanti che devono aspettare i loro permessi per un'anno o due, e quanti che lavorano gia e sono in regola?!?), e vedo anche, con molta tristezza, il discorso della "astrazione" dell'altro, e un mecanismo spaventoso, secondo il quale quell'altro, lo straniero, viene visto come una cosa astratta, e dove tutti quelli che appartengono a questa categoria, gli viene messa un'etichetta, sono colpevole finche non provano il contrario, e la via per "provare il contrario" sta diventando sempre piu difficile al livello legale/ufficiale.

Perche alcuni stranieri commettono delitti, Migliaia di altri, ESSERI UMANI che non hanno mai fatto niente a nessuno, devono difendersi continuamente? Perche condividono con quei pochi delinquenti una cosa: il fatto di essere stranieri.

Dopo le parole di quei amici (adesso ex-amici)riguardo le scritte sui muri di Verona, come parte dell'elenco che "noi stranieri" abbiamo fatto a questa bellissima citta, sono andata in giro per Verona per esaminare queste scritte. Finora, tutte che ho trovato erano in Italiano! Un'altro problema dal elenco dei miei ex-amici: che c'e una parte della citta dove "non si puo piu camminare, perche tutto pieno di delinquenti" (Via XX Settembre, che va dall'Adige fino a Porta Vescovo). Io in questa via ci sono TUTTI i giorni (perche li si trovano tanti punti internet) e ci stavo anche qualche NOTTE. Non mi e MAI successo niente. L'unico particolare di questa via e che la maggior parte dei visi li sono di pelle oscura: Africani, Indiani/di Sri Lanka, etc.etc. L'unica cosa che spaventava questi amici (e magari spaventi altri che la pensano cosi) sono i colori oscuri dei visi degli abitanti di questa via. In qualche modo, sembra che ci sia una connessione mentale tra l'oscurita della pelle, e la criminalita. A New York, da dove vengo, almeno 40% dei visi sono cosi! (E in certi parti della citta 100%!). Io, che sono bionda, caminavo li giorno e notte e nessuno mi aveva dato fastidio e non ho incontrato nessun pericolo.

Non voglio dire che non c'e nessuna criminalita nelle citta, ma gia da dicenni di anni gli abitanti di qualsiasi citta sanno che ci sono certe leggi di buon senso che bisogna osservare per essere al salvo. Non voglio dire che tutti gli stranieri sono angeli, ma suppore che la maggioranza sono o delinquenti, o "delinquente-latente", specialmente quelli che hanno la faccia oscura, significa entrare in territori di paranoia.

La mia storia e personale e limitata, ma credo che indica qualcosa. Italia e il paese che piu amo al mondo. Sono qui per amore, non per disperazione, ma lo stesso, se amici da 15 anni, dopo elencare le disgrazie della presenza di stranieri, parlano con me dicendo "VOI stranieri...", quel cambiamento mi fa diventare molto triste... Per fortuna c'e ancora quel nucleo stretto di amici STUPENDI, e per loro, vorrei provare tutto per restare a vivere in Italia, (cioe, se la burocrazia lo permetterebbe!). Ma, come te, Tobia, non so dove finisce questa strada, e mi spaventa contemplare le possibilita.

Scusa il messaggio lunghissimo! E grazie per questo spazio.

Tante cose, e
Alla prossima,
Alma
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scritto da A. O., maggio 23, 2008
«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perche' rubacchiavano.
 Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perche' mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perche' mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perche' non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare». Bertolt Brecht

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