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Questione di coscienza 2 - 18 marzo |
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Seconda puntata con le "questioni di coscienza". Ne seguirà una terza. Avrete probabilmente tutti letto di questa storia francese: una donna di 52 anni, madre di 3 figli di cui la più piccola di 12 anni, affetta da una terribile forma di tumore al setto nasale che la sfigura e la fa soffrire, ha scritto al presidente della Repubblica chiedendo il diritto ad un suicidio medicalmente assistito. la Corte suprema ha risposto ieri dichiarando che la richiesta non poteva essere accettata in quanto si tratterebbe di commettere un reato. Sarkozy si è detto profondamente scosso ed impressionato. Personalmente fino a ieri ciò che a fare questa richiesta non fosse una persona molto in là con gli anni, non fosse una persona immobilizzata in un letto, e soprattutto che fosse una madre di 3 figli sani e giovani. Una figura molto diversa, per capirci, da quelle di Terry Schiavo e Piergiorgio Welby, sia per le condizioni di salute sia perché entrambi erano sì coniugati, ma senza figli e con i compagni che avevano accettato la loro scelta. Mentre non risulta che finora si siano espressi i figli della donna. Oggi però sul Corriere della Sera ho visto il volto della donna e sono rimasto scioccato... Guardate l'immagine se ci riuscite. Ancora una volta, secondo me, un caso in cui dare un giudizio è estremamente difficile, se non impossibile. Che ne dite?
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Così, su 2 piedi, senza avere più di tanto ponderato ciò che scrivo, mi viene da dire che il volere della persona DEVE essere ascoltato e assecondato.
E' chiaro che questi casi, diciamo "primi" perché si presentano da pochi anni, vanno a confliggere con le leggi, le norme, le tradizioni consolidate e che sono state create da un contesto sociale di qualche decennio fa. Totalmente diverso dai problemi e dalle esigenze odierne.
Ma ripeto - anche se è cinico dirlo - le sofferenze, gli sforzi di queste persone ancora in vita o che già ci hanno lasciato (come Piergiorgio Welby) non saranno vane. Ora come ora potranno anche essere considerati contra legem, come reati, e magari sanzionati. Ma stanno innescando un cambio di menatlità. Sia nel cittadino comune che negli organismi della giurisprudenza.
Serviranno da apripista per una nuova legislazione, per un nuovo modo di intendere i "fini" dell'uomo e "la fine" intesa come termine della vita, la morte.
La cosa che, come tutte quelle che ci fanno paura, tendiamo a omettere dai ns. pensieri, dal discorso pubblico..
Ma prima o poi, sia nel nostro privato che a livello di legislazione, qualcuno ci richiama ai nostri "doveri civici". Ci strattona, ci obbliga ad squarciare il velo di paura, di ipocrisia, di ignoranza di cui la maggior parte dell'umanità ama circondarsi. Sovente senza rendersene conto.
Sempre lì si torna. Su quanto ognuno di noi ha diritto ad "autodeterminarsi", a scegliere per sè come vivere, con chi, quale forma d regolamentazione dare alla propria vita affettiva (fin troppo ovvio il rimando alla questione delle coppie di fatto).
Come in passato il potere stava in chi deteneva la capacità di leggere e scrivere e nell'uso della spada, così in futuro il potere sarà di chi padroneggierà gli strumenti intellettuali e materiali (chiamiamoli "medici") per determinare il miglioramento e la fine della ns. esistenza terrena.
E importante sarà anche chi disporrà del potere dell'informazione. L'uso distorto delle informazioni, delle parole, è sempre stato il caposaldo su cui si sono basate odiose e pericolose campagna razzistiche. L'esempio dei tanti luoghi comuni sulla "lobby ebraica", sui "protocolli dei Savi di Sion", sugli ebrei che deterrebbero le leve del capitale, ne sono un banalissimo esempio.
E qui mi viene da ricordare l'uso che quel ciccione di Giuliano Ferrara sta facendo con la sua lista "Per la vita" o "Pro life". Ma perché, chi come me ritiene che l'aborto sia una POSSIBILITA' (per quanto terribile) che DEBBA ESSERE CONSENTITA alla donna, è "contro la vita"?
Certo, per le masse usare discorsi semplicistici e slogan è dannatamente più facile che non ragionare, spiegare, spiegarsi. Interrogarsi.
Scherzando a volte, tra me e me, dico che «la Razionalità non vince». In parte è così.
Per tentare una conclusione, credo che tutte queste vicende (autodeterminazione personale in casi clinici gravi, eutanasia, aborto, nuovo concetto di famiglia...) ci si possa rifare alla cosidetta "biopolitica"
http://it.wikipedia.org/wiki/Biopolitica
Mi viene da farti una proposta: perché non inserisci una nuova sezione del tuo sito con una rassegna "ragionata" di libri e link per i vari argomenti? Potrebbe servire a te e ai navigatori del tuo sito