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Varie ed eventuali - 11 novembre |
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Questa settimana ci ha regalato l'enorme soddisfazione per la vittoria di Barack Obama. Un'emozione intensa, al di là dell'idea che ognuno di noi aveva avuto durante le primarie dei Democratici - chi per Barack, chi per Hillary -, per l'enorme significato che l'elezione di un nero alla Casa bianca porta con sé. Vedremo se Obama sarà il grande presidente che tutti noi ci auguriamo che sia, se saprà fare fronte alle sfide enormi che gli si presenteranno. Alcuni sono legittimamente ottimisti, altri ritengono che la sua retorica possa essere un po' vuota alla prova dei fatti. Vedremo. Certamente ci sarà bisogno di un po' di tempo, perché a livello globale la situazione non è buona e perché i disastri che l'Amministrazione Bush si lascia dietro sono veramente consistenti. Desolante invece è stato tutto il teatrino dell'Obama sì Obama no nel nostro paese: non tanto perché in molti si sono affrettati a salire sul carro del vincitore (in questo bisogna dare atto a Veltroni di aver scelto Obama per primo, e coraggiosamente nell'ipotesi di una vittoria della Clinton), quanto per l'idea francamente un po' ridicola che una vittoria democratica negli USA potesse trasformarsi in un successo da noi: cosa decisamente improbabile, a mio avviso, sebbene non sia del tutto sbagliato ritenere che una buona politica americana sia in grado di influenzare il clima che si respira nel mondo. Ma nel lungo periodo, non nelle fortunate elezioni in Trentino (meno male!). Vedremo. Per adesso, se sono vere le indiscrezioni che si sono lette sui giornali, sembra che il presidente eletto cerchi dei provvedimenti altamente simbolici per marcare il passo da Bush: diritti civili, ricerca, ambiente, chiusura di Guantanamo. Vedremo. Però speriamo anche...
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