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Per prima cosa buon anno a tutti. Speriamo che quest'anno ci porti qualche soddisfazione ed anche qualche minuto in più per aggiornare il blog. Ci sarebbero moltissime cose di cui parlare, ma vorrei iniziare con le Regionali, ed in particolare con la situazione del centrosinistra. Ad oggi, dopo giorni di trattative estenuanti e di risse più o meno dichiarate, rimangono aperte tutte le questioni che c'erano all'inizio, in particolare il quadro delle alleanze in alcune regioni ed il nome di molti dei candidati. In primo luogo in Puglia e Lazio appare siamo completamente ignari di come sarà la campagna elettorale, per quale candidato e con quali partiti a sostegno. La cosa ancora più grave, anche peggiore del ritardo su Renata Polverini nel Lazio, che ha già iniziato ad andare in giro e che sembra molto forte, è lo spettacolo offerto da chi dovrebbe decidere: non si capisce se la responsabilità spetti alla dirigenza nazionale o a quella locale, e quanto quest'ultima sia autonoma realmente. Nel centrosinistra pare che l'unico obiettivo sia quello di allargare l'alleanza all'UDC, che di per sé può anche essere un obiettivo giusto, a patto però che questa questione non faccia passare in secondo piano tutto il resto, come invece accade. Soprattutto perché stiamo parlando di due Regioni governate attualmente dal centrosinistra. In un caso, quello del Lazio, il probabile candidato è stato travolto da uno scandalo personale, e dunque è comprensibile un po' di affanno nella gestione di una situazione che sarebbe dovuta essere più semplice; in Puglia, però, si dovrebbe cercare di difendere un'esperienza di governo che, seppure con molte ombre, ha avuto punte di eccellenza ed ha fatto di quel territorio un centro di eccellenza da alcuni punti di vista (penso per esempio al tema dell'energia). E invece, nell'inseguimento a Casini, l'unico obiettivo è fare fuori Vendola, il quale dal canto suo si ritiene, come tutti, insostituibile (pensare a cosa accade nel centrodestra, con Galan che ritiene oltraggioso il fatto di non poter essere più presidente dopo quindici anni!). Tutti si pensano decisivi, e l'unico elemento che non entra mai nella valutazione, per esempio nel caso di Emiliano, è l'impegno preso con gli elettori. Anzi, per il sindaco di Bari la condizione per candidarsi è che venga abrogata una legge che lo obbligherebbe a dimettersi da sindaco prima di candidarsi alla Regione (e che Vendola, e parte del PD, non vogliono abrogare). Abrogarla, dice ilvece il sindaco, e farlo prima delle eventuali primarie, tanto per essere sicuro. Nel Lazio circolano tanti nomi, per poi tornare sempre su quello di Zingaretti, che ha un altro lavoro e a detta di tutti lo sta facendo bene, perché in quindici anni di governo della città sembra (e lo si è visto anche nelle elezioni del 2008) che il centrosinistra non sia riuscito ad allavare uno straccio di classe dirigente in grando di prendere il posto della vecchia generazione. Insomma, un quadro veramente sconsolante, ed a questo punto è difficile anche fare esortazioni, se non forse quella ad accelerare i tempi, per ridurre almeno l'agonia delle ultime settimane e lo squallido teatrino a cui hanno assistito cittadini ed elettori. Facciamo in fretta, con o senza primarie. Cerchiamo di vincere, ma se non riusciamo ad attrezzarci per farlo, almeno tentiamo con perdere con dignità, cosa che ad oggi mi pare anch'essa complicata. E cominciamo a pensare che l'UDC è sì importante, ma che non ci si può candidare alle elezioni avendo come unico obiettivo quello di imbarcare altri, che peraltro sono ben felici di tirare la corda finché possono. Presentiamoci per quello che vogliamo fare e per quanto abbiamo fatto, con le facce che abbiamo, e cominciamo da subito a fare questa campagna elettorale tutta in salita.
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